Articolo Petg Vivak - Display Italia aprile 21

15/04/2021

VIVAK, TRASPARENZE DUREVOLI DUNQUE SOSTENIBILI

La lunga durata di un manufatto comporta un minor impatto sull’ambiente poiché diminuisce il suo tasso di sostituzione. È il destino dei materiali in PETG

Anche la durevolezza e la qualità dei materiali possono avere un impatto significativo sull’ambiente. Il PETG, per esempio, è facilmente riciclable, ed è una plastica certificata per il contatto con gli alimenti, in conformità ai requisiti FDA – Food and Drugs Approval, BGA – Bundesgesetzamt, ECC – European Directives for Plastics.

Proprio grazie a questa certificazione al grado alimentare, già da qualche anno, ha sostituito sul mercato tutti i materiali plastici che erano utilizzati in precedenza per produzioni destinate all’alimentare.

Il PETG (polietilentereftalato glicole) non rilascia bisfenolo A – una sostanza in grado di danneggiare la salute alterando l’equilibrio endocrino – e questo lo ha reso il materiale principe della cucina: dall’industria di produzione per utensili e accessori fino agli espositori e scaffali per alimenti.

Con questa resina termoplastica vengono prodotte da Exolon le lastre di Vivak®, distribuite da Apa Group, leader italiano nella lavorazione e distribuzione di materie plastiche in lastre che serve oggi tutta Italia, la Svizzera e la Francia. I materiali prodotti e distribuiti dal gruppo comprendono anche poliestere, policarbonato, metacrilato, PVC, alluminio composito e polistirolo. L’azienda nel corso degli anni ha costruito un legame molto stretto con le grandi strutture produttive di materie plastiche, riuscendo così a offrire – oltre alle tecnologie più aggiornate – anche lo sviluppo di soluzioni innovative, spesso customizzate sulle specifiche necessità di una singola applicazione.

Plastica sostenibile che dura
Il Vivak risulta essere un PETG particolarmente durevole e performante, risultando più elastico rispetto ad altri materiali plastici come il PLA e l’ABS – anche messo a dura prova si rompe con difficoltà.
L’alta lavorabilità di queste lastre, la facilità di fustellatura, modellatura e termoformatura a basse temperature, senza la necessità di una lunga pressatura (essendo anche molto poco igroscopico), agevolano notevolmente tutto il processo di realizzazione di espositori alimentari di dimensioni e forme differenti.

La case history
Polisettimo s.r.l ha utilizzato il Vivak per realizzare un espositore per caramelle destinato a una catena dolciaria, un modello realizzato in 200 pezzi e distribuito in 20 negozi. Per realizzarlo le lastre di Vivak trasparente sono state tagliate al laser, piegate a caldo e infine assemblate. “Abbiamo scelto il Vivak per l’altissima trasparenza del materiale – spiega Marco Giacomini, Amministratore Delegato di Polisettimo s.r.l, cliente di APA GROUP – dando la garanzia di massima qualità al nostro primario cliente”.
 
 

Le applicazioni possibili sono innumerevoli: display, espositori, scaffalature, imballaggi, contenitori per alimenti, packaging, segnaletica da interno e da esterno, coperture e schermi di protezione, maschere di protezione, caschi sportivi per ciclismo e altri sport, apparecchiature ortopediche e arti artificiali. “Una delle ultime applicazioni di nicchia affrontate da Apa Group con Exolon è l’utilizzo del Vivak nero per Ia produzione dei dischi che un tempo erano in vinile – spiega Massimo Gorman, tra i soci di maggioranza di APA Group (foto) –.
 
La grande planarità delle lastre rende il Vivak un ottimo supporto per la stampa diretta flatbed, la quale risulta agevolata in quanto l’inchiostro si distribuisce in modo omogeneo, senza dover ricorrere a lunghe regolazioni delle testine, rendendolo un materiale appetibile per il mercato della comunicazione visiva”.

Partendo da lastre di Vivak è stato realizzato anche il carter di un particolare modello di stampante utilizzato dai pasticceri per incidere le grafiche sulle torte. Il carter è prodotto con una lastra serigrafata con effetto fumé e poi termoformata.

In due anni sono stati realizzati 600 esemplari, ma la produzione è ancora attiva. Barbara Campomagnani di Patrese s.r.l., azienda che ha eseguito la lavorazione, spiega: “Il Vivak per me è il top di gamma del PETG, quindi la scelta è stata semplice in quanto volevamo avere la garanzia di un’estetica perfetta, dovendo realizzare una termoformatura molto spinta”.

Oltre alla piegatura le lastre Vivak si possono facilmente tagliare con una sezionatrice o con una semplice sega, forare e bordare senza creare sbavature, lavorare a pantografo e a laser. Trasparenza e possibilità di termoformatura lo rendono un materiale perfetto per contenitori, confezioni, packaging, in settori anche molto diversi tra loro. Alga s.r.l ha impiegato questo materiale per la produzione di alcune teche per defibrillatori: il coperchio, trasparente e sagomato, presenta una chiusura a incastro, con logo in bassorilievo.


Sì, ma l’ambiente? “A oggi, il Vivak è, fra i materiali plastici, uno di quelli con il minore impatto ambientale, tanto da poter essere annoverato tra i materiali green – continua Gorman –.

Il riciclo del polietilene tereftalato può essere effettuato in due modi: chimico e meccanico. Il riciclaggio chimico permette di ottenere un prodotto di maggiore qualità e consiste nella depolimerizzazione della polvere del prodotto, precedentemente ricavata, riportando così le lastre estruse alla materia grezza iniziale. La depolimerizzazione può essere attuata attraverso glicolisi, idrolisi, o metanolisi. Per grandi quantità di poliestere da riciclare sono tutti procedimenti vantaggiosi, sia dal punto di vista economico che da quello della qualità del prodotto ottenuto, va però valutato quello dell’impatto ambientale che spesso ha un costo superiore al beneficio del riciclo”.

Quando si hanno basse quantità di prodotto da riciclare o nel caso di una qualità attesa più bassa si ricorre al riciclaggio meccanico, che risulta più conveniente dal punto di vista economico ma di contro restituisce prodotti di minore qualità.

“Apa Group – sottolinea Gorman – vuole giocare un ruolo attivo nel processo di riciclo delle materie plastiche. Ha intrapreso da tempo un processo di sensibilizzazione della clientela volto a favorire un corretto smaltimento degli scarti da lavorazione, creando il minimo impatto ambientale possibile. Con un ruolo assimilabile a quello di un regista, mette in contatto i propri clienti trasformatori con società che si occupano del recupero degli scarti segnalando sempre quelle più prossime alla sede del cliente, minimizzando così gli spostamenti ed il conseguente impatto ambientale creato dal recupero degli scarti”.

Exolon, il produttore, è impegnato nella ricerca di un processo produttivo sempre più sostenibile: tutti gli sfridi di produzione vengono totalmente riciclati. Nel 2020 ha ottenuto dal Conai il premio per l’Ecodesign 2020, per il ridotto impatto ambientale degli imballaggi utilizzati.

Articolo scritto da Lorenzo Peroni sulla Rivista Display Italia

link articolo: 
https://www.displaymagazine.eu/riviste/

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